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Non facciamo paragoni con il passato | L’estremista [S1E3]

Come nasce una dittatura, tra storia, cinema e sociologia.

Massimo Calisti è nato nel 1965 a Roma, dove tuttora lavora nel settore informatico, e dove è tornato a vivere (per la precisione a Ostia, davanti al mare), dopo una parentesi di una decina di anni a Viterbo. Passa il tempo in diversi modi, tutti non remunerativi: ha fondato un blog, poi una web radio, ha collaborato con diversi blog su temi di attualità e politica. Attualmente cura un programma musicale, sempre sul web. La scrittura è da sempre una passione e ha pubblicato tre romanzi: "Dall'altra parte del mondo", del 2009, "Senza di me", del 2012 e "Il tempo che vola", del 2020. Tutti i titoli sono reperibili su Amazon. Puoi contattare Massimo inviando un messaggio tramite il modulo in QUESTA PAGINA

1 commento su “Non facciamo paragoni con il passato | L’estremista [S1E3]”

  1. Ciao.
    Ciao.
    Ho sentito su sfero “non facciamo paragoni…”. Sono completamente d’accordo su quanto dici e già dall’annuncio delle prime restrizioni di movimento nel 2020 ho sentito tanta puzza perchè non mi sembravano la soluzione al problema e ora la puzza è diventata sostanza.
    Volevo però osservare che un audio come questo sarebbe bellissimo da far sentire a chi ancora crede alla favola che andrà tutto bene e che lo fanno per noi ma perchè questo succeda la persona che lo stente, a mio avviso, non può sentirsi giudicata e apostrofata, altrimenti sai bene che inconsciamente gli scatterebbe un sentimento di rifiuto verso quello che sta sentendo e non si farebbe minimamente scalfire dal dubbio.
    Visto che hai la capacità di produrre un lavoro così ben fatto ti vorrei quindi pregare di realizzare una versione davvero pensata per essere ascoltata dalle orecchie di chi ancora dorme sonni tranquilli per riuscire ad insinuare almeno il dubbio che non sia tutto come sembra.
    Diversamente queste riflessioni, pur condivisibili e ben fatte, ce le ascolteremo solo noi già convinti che ci stanno da tempo raggirando e ci siamo già svegliati in dittatura.
    Buon lavoro!
    Silvia

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